15 ottobre 2009

Tripode dei cristiani in politica

Difesa della vita, famiglia e libertà di educazione: principi per i cristiani in politica


CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 30 marzo 2006 (ZENIT.org).- Ci sono tre principi non negoziabili per la Chiesa e i cristiani nella vita pubblica, ha spiegato questo giovedì Benedetto XVI: la difesa della vita, il riconoscimento della famiglia e la libertà di educazione.

Il Papa lo ha detto a circa cinquecento parlamentari del Partito Popolare Europeo, che hanno celebrato a Roma il loro congresso continentale.

Nel suo discorso, con il quale ha risposto alle parole di saluto del presidente del gruppo parlamentare, Hans-Gert Poettering, il Santo Padre ha iniziato rivendicando il diritto dei rappresentanti religiosi ad esprimere i loro principi in una società democratica.

"Quando le Chiese o le comunità ecclesiali intervengono nel dibattito pubblico, esprimendo riserve o ricordando principi, non stanno manifestando forme di intolleranza o interferenza, perché questi interventi cercano unicamente di illuminare le coscienze, affinché le persone possano agire liberamente e con responsabilità, in base alle autentiche esigenze della giustizia, anche se questo può entrare in conflitto con situazioni di potere e di interesse personale", ha spiegato.

Passando ad analizzare in particolare gli interventi pubblici della Chiesa cattolica, la sua massima guida ha osservato che il suo interesse "si centra sulla protezione e sulla promozione della dignità della persona e per questo presta particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili".

Con la chiarezza di un professore, il Pontefice ha enunciato questi principi:

- "protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del suo concepimento fino alla morte naturale";

- "riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, e la sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile";

- "la protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli".

Benedetto XVI ha constatato che "questi principi non sono verità di fede", perché "anche se sono illuminati e confermati dalla fede" "sono insiti nella natura umana, e pertanto sono comuni a tutta l'umanità".

"L'azione della Chiesa nella loro promozione non è quindi di carattere professionale, ma si dirige a tutte le persone, indipendentemente dalla loro affiliazione religiosa", ha affermato.

Quest'opera di difesa degli aspetti fondamentali della dignità umana, ha concluso, non dovrebbe essere realizzata solo dalla Chiesa. Di fatto, "è ancor più necessaria nella misura in cui questi principi sono negati o fraintesi, perché in questo modo si compie un'offesa alla verità della persona umana, una grave ferita provocata alla giustizia stessa".


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06 ottobre 2009

In Sud Sudan «crocifissi» sette cristiani

da Avvenire.it - 6/10/2009

LA GUERRA DIMENTICATA

In Sud Sudan «crocifissi» sette cristiani

Prima li hanno rapiti mentre pre­gavano in chiesa, strappandoli al­le loro famiglie: tutti ragazzini sui 15-20 anni. Poi, li hanno uccisi, a picco­li gruppi. Dapprima è toccato ad un ra­gazzo, trovato attaccato ad un albero: il suo corpo senza vita era orrendamente mutilato. Quindi è stata la volta di altri sei sequestrati: chi ne ha scoperto i cadave­ri ha descritto la scena come la «parodia di una crocifissione», con le vittime legate su assi di legno inchiodati a terra. A com­piere la sanguinosa strage sono stati ele­menti del Lord's Resistance Army (Lra), un gruppo armato nato nella Uganda del Nord, responsabile di attacchi contro ci­vili nella zona che lambisce Sudan, Re­pubblica democratica del Congo e la stessa Uganda.

È stata questa la drammatica fine di set­te cattolici della diocesi di Tombura­Yambio, nel Sudan meridionale. La de­nuncia arriva dal vescovo locale, monsi­gnor Eduardo Hiibiro Kussala, che ha raccontato il tragico episodio di violen­za che segnala, una volta di più, la dram­matica situazione del Sud Sudan alle pre­se con la recrudescenza di violenza e in­stabilità sociale sulla quale si innestano i raid dei ribelli ugandesi. A denunciare l'attacco è stato monsignor Kussala: il presule ha raccontato all'isti­tuzione Aiuto alla Chiesa che Soffre che nelle scorse settimane – il rapimento è avvenuto a metà agosto, ma le difficoltà di comunicazioni hanno permesso solo adesso di far conoscere fuori dal Sudan i macabri particolari del blitz che era pas­sato sotto silenzio – un folto gruppo di miliziani dell'Lra ha fatto irruzione nel­la chiesa di Nostra Signora della Pace nel­la città di Ezo, sul confine tra Sudan, Re­pubblica Centrafricana e Congo.

A po­chi giorni dopo risale il ritrovamento del­la prima vittima, mentre una settimana dopo è avvenuto il ritrovamento delle al­tre sei vittime nei pressi della città di N­zara. Alla violenza è riuscito a sfuggire invece un sacerdote, il parroco di Ezo, padre Justin, che ha trovato rifugio in u­na foresta vicino alla città. Di fronte a questi fatti il vescovo di Tom­bura- Yambio ha lanciato un appello al­la comunità internazionale: «Senza un intervento esterno non sarà possibile fer­mare le violenze e garantire la sicurezza di donne, bambini e civili innocenti, di­venuti il bersaglio di attacchi quasi quo­tidiani », sottolinea il presule in un'inter­vista al Sudan Tribune r ilanciata da Mi­sna . «Il governo non può non agire e affron­tare il problema dell'Lra. Ci aveva pro­messo di tenere la situazione sotto con­trollo, ma vediamo invece qual è la realtà. Chiediamo alla comunità internaziona­le di fare qualcosa». E parlando con Aiu­to alla Chiesa che Soffre il vescovo ha rac­contato le tristi condizioni dei suoi fede­li: «La gente viene da me con la soffe­renza negli occhi, chiedendomi di fare qualcosa e di riportare a casa i loro figli e nipoti rapiti».

Per­ché nella mani dei miliziani ugandesi restano ancora dieci ragazzini. In risposta al nuovo atto di violenza che ha preso di mira la comunità cattolica, monsignor Kussala ha indetto tre giorni di preghiera e peni­tenza: all'evento hanno preso parte oltre 20mila fedeli. «Pensavo che potes­se venire molta gente, ma sono arrivate il doppio delle persone previste. È stato un incontro impressionante», ha com­mentato Kussala. La situazione nel Sud Sudan sta pro­gressivamente peggiorando. Secondo al­cuni dati dell'Onu, gli attacchi dei ribel­li ugandesi nel Sudan meridionale, in particolare negli stati dell'Equatoria oc­cidentale (la regione dove ha sede la dio­cesi di Tombura-Yambio) e centrale, so­no in aumento: tra agosto e settembre sono state 11 le incursioni.

Lorenzo Fazzini

28 settembre 2009

Caritas, aiuti nelle Filippine

Come sempre, la Chiesa è in prima linea negli aiuti umanitari. In questi giorni la Caritas sta offrendo aiuto a 50.000 vittime della tempesta nelle Filippine.

http://www.zenit.org/rssitalian-19646

Dall'omelia del Papa a Viterbo

6/9/2009

Fedeli laici, giovani e famiglie, non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell'esistenza umana! [...] Si succedono le stagioni della storia, cambiano i contesti sociali, ma non muta e non passa di moda la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo in solidarietà con la famiglia umana, al passo con i tempi. Ecco l'impegno sociale, ecco il servizio proprio dell'azione politica, ecco lo sviluppo umano integrale.

testo integrale

17 settembre 2009

Paolo Maria Floris

Prima parte:
Seconda parte:

Stati Generali UDC

Carlo Casini


Magdi Cristiano Allam

Una nuova politica al servizio dell'uomo

UNA NUOVA POLITICA AL SERVIZIO DELL'UOMO

(Paolo Voltaggio)
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Figo: lo DIGO!

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La disaffezione dei cittadini per le istituzioni, la sfiducia nella amministrazione della cosa pubblica, l'abbandono progressivo da parte dei giovani del dibattito politico impongono a tutti, ed in particolare al mondo cattolico, una profonda riflessione.

Il cristiano, turbato dal clamore di "tangentopoli" e in preda al timore di "sporcarsi", ha rinunciato a partecipare all'attività politica delegando  ad altri il  compito di portare avanti e difendere le proprie istanze e i propri valori.

Un malinteso senso di laicità ha completato la rinuncia ad ogni attività non solo politica ma anche culturale.

Giovanni Paolo II  e Benedetto XVI hanno a più riprese cercato di far comprendere al popolo cristiano l'offesa alla carità insita in tale disinteresse.

"Autentica laicità non è [...] prescindere dalla dimensione spirituale, ma riconoscere che proprio questa, radicalmente, è garante della nostra libertà e dell'autonomia delle realtà terrene, grazie ai dettami della Sapienza creatrice che la coscienza umana sa accogliere ed attuare" . Questa frase di Benedetto XVI indica in maniera sintetica ma molto precisa le radici di una laicità rettamente intesa.


LEGGI IL RESTO SUL SITO DI IDENTITÀ CRISTIANA

Persecuzioni in Pakistan

Continuano, nell'indifferenza generale, le persecuzioni contro i cristiani in Pakistan. Solo Avvenire dà notizia di questi episodi, la stampa italiana ha altro a cui pensare.
Il 15 settembre si è svolta una manifestazione di cristiani in seguito all'uccisione di un ragazzo di vent'anni, per chiedere l'abolizione della legge che permette il massacro dei non musulmani.
La notizia qui.

02 settembre 2009

È morta Teresa Sarti

Oggi è morta Teresa Sarti, moglie di Gino Strada e Presidentessa di Emergency. Una donna forte, la colonna portante dell'associazione, che ha lottato per la vita, per la pace, e per il rispetto dei diritti umani.

Ho avuto l'onore e il piacere di incontrarla qualche anno fa, ed ho potuto conoscere il suo sorriso e la sua grande determinazione.

Per questo sono stato molto colpito da questa triste notizia, e mi sento vicino al dolore della famiglia e di tutta l'associazione.

Un grande saluto, e una preghiera, per Teresa.

Teresa Sarti

Teresa Sarti
28 marzo 1946 - 1 settembre 2009

Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze di timore per la sua sorte personale, Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada.
Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency, Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti coloro che hanno voluto esserle accanto. La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza. La dolcezza del ricordo coincide per noi con il rinnovo dello nostro impegno per la pace e per la solidarietà.

EMERGENCY



Notizie di cui nessuno parla

Nuova strage di cristiani in Pakistan
http://www.avvenire.it/Mondo/pakistan_200909020650252370000.htm

16 luglio 2009

Beppino Englaro a Empoli

Noi del gruppo consiliare e della sezione territoriale di Empoli dell'UDC, riteniamo di doverci dissociare dall'avvenuto riconoscimento a Beppino Englaro, nell'ambito del Premio Pozzale 2009.
E' stata per noi una scelta infelice, che si aggiunge all'onorificenza già data a Englaro dall'Amministrazione di Firenze, e che propaganda un laicismo ideologico tendente ad affermare la cosiddetta "cultura della morte". Cioè l'idea che sia l'uomo a dover decidere chi è degno o meno di vivere.
Pur riconoscendo la sofferenza del signor Englaro nel vedere sua figlia in condizioni al limite della pietà, crediamo che quella vita fosse ugualmente un dono da difendere, e non da sopprimere. Aldilà delle motivazioni, Beppino Englaro è un uomo che ha fatto uccidere (anzi, morire di fame e di sete) la propria figlia, crimine per il quale, a nostro avviso, non dovrebbero esistere giustificazioni.
Pertanto siamo amareggiati dalla decisione presa dalla giuria del Premio Luigi Russo attribuire un riconoscimento al libro di Englaro, e dalla partecipazione del Sindaco e dell'Amministrazione Comunale alla premiazione.

Davide Pelagotti

Unione di Centro - Empoli

15 maggio 2009

Famiglia in crisi

Secondo me è colpa anche della politica: sposarsi non conviene economicamente. Lo stato dovrebbe invece fare in modo che, anche dal punto di vista fiscale ed economico, sia più vantaggioso un matrimonio rispetto ad una convivenza.
http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_15/focus_nuovo_fidanzamento_italiano_dbbd329c-4117-11de-8b5d-00144f02aabc.shtml

12 maggio 2009

Per la famiglia

Famiglia, giovani, solidarietà. Queste sono le priorità per l'UDC, nel programma elettorale per il Comune di Empoli.
udc-empoli.blogspot.com

20 marzo 2009

Sinodo per l'Africa

E' stato pubblicato un importante documento, l'Instrumentum laboris per il secondo Sinodo sull'Africa. Questo è il documento su cui si prepareranno i Vescovi prima di partecipare all'assemblea, che si svolgerà a Roma, dal 4 al 25 ottobre 2009.

Qui il testo integrale.

19 marzo 2009

Papa, Africa e preservativi

Il Papa ha espresso la sua opinione sull'argomento. Questa opinione è sicuramente discutibile, molti prelati sono contrari.
Personalmente credo che sia giusto che una coppia sposata, se uno o entrambi sono malati di aids, abbiano rapporti usando il preservativo. Questo perché nel matrimonio è fondamentale il rapporto sessuale, non credo che sia un bene vivere sempre "come fratello e sorella", si perde una parte fondamentale del sacramento. E l'uso del preservativo è il cosiddetto "male minore", concetto questo largamente usato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, anche riguardo alla guerra, all'aborto o all'omicidio in generale.
Detto questo, ritengo che comunque il Papa abbia detto giusto sul fatto che la distribuzione di preservativi non è la soluzione migliore. Si può dire che da sola è assolutamente inutile. Credo che sia necessaria un'educazione sessuale, come viene fatta anche qui da noi.
Ed è sicuramente vero che l'educazione alla morale sessuale cristiana sarebbe una soluzione ottimale, perché se tutti avessero rapporti solo con il coniuge è ovvio che il problema dell'aids si ridurrebbe molto.
Il Papa ha detto che il modo migliore per non prendere l'aids è non fare sesso, e questo è ovviamente vero. Ma al giorno d'oggi una cosa del genere è proibito dirla.
Queste comunque sono le parole esatte di Benedetto XVI: «non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano con cure gratuite, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici, al contrario, il rischio è di aumentare il problema».
Ma quello che più è scandaloso è vedere da chi sono venute queste critiche al discorso del Papa. E' proprio il caso di dire "da che pulpito viene la predica".
La Chiesa da sempre è impegnata, più di ogni altra organizzazione, nel sostegno economico, sociale, educativo, sanitario e umano alle popolazioni dell'Africa.
Mentre i vari governanti che fanno la predica al Papa cosa fanno per l'Africa? Hanno disatteso tutte le varie iniziative e obiettivi che si sono fissati nell'ultimo decennio, cioè i promessi aumenti di percentuali di pil da destinare ai poveri. L'OCSE afferma: ”I Paesi donatori avevano promesso di aumentare i loro finanziamenti di circa 50 miliardi di dollari l’anno entro il 2015, a partire dai livelli del 2004 - si legge nel Development Co-operation Report pubblicato in questi giorni - ma le proiezioni dell’OCSE rispetto alla destinazione di questi fondi registrano una caduta complessiva di circa 30 miliardi ciascun anno. I numeri sono abbastanza eloquenti: tra 2006 e 2007 i Paesi di area Ocse hanno diminuito il loro impegno dell’8,5% a livello internazionale, con punte del 29,6% per il Regno unito, del 29,8% del Giappone, del 16,4% della Francia e dell’11,2% del Belgio. Anche l’Italia perde terreno: meno 2,6% nel 2007”.
Forse davvero tutti questi signori pensano di risolvere i problemi dell'Africa solo con i presevativi.

04 marzo 2009

Tg2

Ieri è andato in onda un bel servizio al Tg2, sulle suore di clausura. Al contrario di quello che il mondo crede, mostrava la loro assoluta gioia, felicità e serenità. E si è concluso con una Sorella che diceva: "Secondo me siete voi in clausura!".

10 febbraio 2009

Ma a pochi importa

La maggior parte degli italiani ieri ha preferito il Grande Fratello alle dirette su Eluana (Porta a Porta e Tg4). 8 milioni contro 5.

La notizia qui.

Mangiaostie a tradimento

di Camillo Langone (Il Foglio)

«Non sono responsabile del sangue di quest’uomo; vedetevela voi»

Così disse Ponzio Pilato, e così ha ripetuto il governo italiano e soprattutto il presidente della repubblica.

09 febbraio 2009

Il PD pensa alla costituzione

Il PD farà domani una manifestazione in difesa della costituzione.

Evidentemente per loro la costituzione è più importante di una vita umana.

C'è da dire che il governo e il parlamento avrebbero avuto mesi e mesi di tempo per fare una legge "salva-Eluana", e invece si sono ridotti all'ultimo secondo.

Per la vita

http://www.salvatorecrisafulli.it/

Eluana vuole morire?

Secondo Pietro Crisafulli no. Beppino Englaro vuole semplicemente togliersi una sofferenza, facendo ammazzare la figlia.
L'articolo qui.

Le mucche inquinano

Lo diceva anche Socci (in Il genocidio Censurato), anche se lui parlava dei rutti delle pecore australiane:

le mucche inquinano più delle auto.

06 febbraio 2009

Sull'obiezione di coscienza

La mia risposta a questo post di Luca Sofri:

Secondo me, l'obiezione di coscienza è un ottimo strumento democratico per condurre battaglie politiche.
Ci sono purtroppo molti casi in cui la coscienza impedisce di obbedire ad una legge, ed in questi casi le strade sono due: ignorare i propri convincimenti ed obbedire, oppure segure le proprie idee e disobbedire, pagando il prezzo che la violazione della legge comporta. In altri casi invece la legge consente di non rispettare un obbligo scegliendone un altro (es. servizio militare), o di non essere obbligati a fornire un servizio (es. aborto, anticoncezionali, ecc...).
Credo che però nessuno sia obbligato dalla legge ad eseguire la sentenza per la Englaro. Se un medico si rifiuta di farlo basta trovarne un altro disponibile. Lo stesso vale per l'aborto (per quanto ne so la legge non obbliga a praticare l'aborto ma lo permette), ad esempio, anche se in alcuni casi la legge obbliga anche gli obiettori a non obiettare. Quindi se Poletto invita i medici a non praticare l'eutanasia in realtà non invita neanche all'obiezione di coscienza perché non c'è nessuna legge che consente l'eutanasia: la sentenza della Cassazione ha solo autorizzato l'eutanasia, non obbliga nessuno ad eseguirla.
L'idea che ognuno possa disobbedire alla legge a piacimento ovviamente è assurda. Se qualcuno, secondo coscienza, decide di farlo, ne paga le conseguenze, e può lottare perché la legge cambi (ho letto Don Milani!).
Insomma, secondo me lo stato non consente ai cattolici di violare le leggi. Al massimo sono da contestare alcuni privilegi fiscali (per esempio non c'è l'obbligo di pagare la Siae per le musiche eseguite in chiesa).
Anche il paragone con i musulmani mi pare un po' azzardato, cioè una legge analoga a quella sull'aborto dovrebbe consentire ad un musulmano di non lapidare un'adultera quando la legge lo permette. A scuola c'è la possibilità, per i non cattolici, di non avvalersi dell'ora di religione; inoltre alle mense scolastiche ci sono i menù personalizzati per i musulmani, mentre ad esempio non ci sono per i cattolici in quaresima.
Però sono d'accordo che l'obiezione di coscienza non deve essere un alibi, né essere considerata così eroica e nobile, specialmente quando non si rischia nulla.

30 gennaio 2009

Giornata della Memoria

Il 27 era la Giornata della Memoria.
Tra i vari servizi retorici dei tg, mi ha stupito un servizio del Tg2, che sollevava una questione che a nessuno sembra interessare.
Semplicemente ricordava che prima dei campi di sterminio, il regime nazista attuava il suo progetto razzista con l'eutanasia.

Lotte

Pensavo in questi giorni alle numerose lotte interne alla Chiesa.
In questi giorni è sulle cronache la polemica con i Lefebvriani, ma molti altri sono i motivi di discussione tra i cattolici. Penso in particolare alle critiche al Cammino Neocatecumenale, ma anche ai molti gruppi cattolici che considerano eretico Benedetto XVI.
Da una parte questo è un pericolo per la Chiesa, perché le minacce alla sua esistenza, si sa, non vengono dall'esterno, ma dall'interno di essa.
Ma rende anche evidente che la Chiesa non è guidata dagli uomini, perché è da quando San Paolo litigava con San Pietro che i cristiani sono divisi fra loro. E un'istituzione terrena con all'interno così forti dissenzi non può durare duemila anni.

24 dicembre 2008

Auguri

BUON NATALE!

26 settembre 2008

Ingerenze vaticane

Per tutti quelli che fanno i soliti discorsi che il Vaticano sta con Berlusconi e viceversa, che la Chiesa è di destra-reazionaria-fascista, eccetera eccetera, leggiamo dal Corriere della Sera di oggi:

Critiche anche alle normative europee: «Troppi ostacoli, restrizioni e Barriere»

Immigrati, Vaticano contro governo e Ue

Editoriale in prima sull'Osservatore Romano contro il giro di vite adottato dell'esecutivo

CITTA' DEL VATICANO - L'Osservatore Romano critica oggi con parole severe il «giro di vite» adottato dal governo italiano sui ricongiungimenti degli immigrati e i richiedenti asilo, e allo stesso tempo attacca le politiche europee che prevedono «restrizioni, ostacoli e barriere» all'immigrazione, contenute nel piano che sarà all'esame del prossimo Vertice europeo di ottobre. Lo si legge in un articolo din prima pagina firmato dal responsabile della Caritas italiana don Vittorio Nozza che aggiunge: «intristisce quando, dal mondo politico, arrivano segnali contrari che alimentano un clima di paura e intolleranza».

Ora voglio vedere se i soliti criticoni di sinistra si scandalizzeranno di queste ingerenze del Vaticano come fanno di solito, o se invece quando ingerisce contro il governo di Berlusconi gli va benissimo (questo, in effetti, è quello che fanno di solito).



24 settembre 2008

Open Doors

Open Doors studia le persecuzioni di cristiani in tutto il mondo e stila una classifica di paesi in base all'intensità della violenza anticristiana.

Visita www.opendoorsusa.org


Open Doors World Watch List 2008

January 2008:

Ranking 2007:

1. North Korea1.
2. Saudi Arabia 2.
3. Iran 3.
4. Maldives 5.
5. Bhutan 7.
6. Yemen6.
7. Afghanistan10.
8. Laos9.
9. Uzbekistan11.
10. China 12.
11. Eritrea13.
12. Somalia4.
13. Turkmenistan 14.
14. Comoros 15.
15. Pakistan 17.
16. Qatar1 25.
17. Vietnam8.
18. Chechnya16.
19. Egypt 18.
20. Zanzibar Islands2New
21. Iraq 21.
22. Azerbaijan22.
23. Libya 26.
24. Mauritania 32.
25. Burma (Myanmar) 19.
26. Sudan (North) 20.
27. Oman 36.
28. Cuba24.
29. Brunei 23.
30. India 29.
31. Algeria 31.
32. Nigeria (North) 27.
33. Djibouti28.
34. Turkey35.
35. Kuwait 39.
36. Sri Lanka30.
37. Tajikistan34.
38. United Arab Emirates 38.
39. Jordan 40.
40. Morocco 33.
41. Belarus42.
42. Palestinian Territories2New
43. Ethiopia 37.
44. Syria45.
45. Bahrain 50.
46. Tunisia 46.
47. Indonesia41.
48. Bangladesh44.
49. Kenya (Northeast)47.
50. Colombia (Conflict Areas) 43.

Focus on Top 5 WWL Countries


Severe persecution


Oppression

Severe limitations

Some limitations

Some problems

[1] More information was received on this country causing the change in position
[2] New to the list in 2008

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Download the Open Doors World Watch List 2008

Perseguitati, ma non abbandonati

2Corinzi 4

1 Perciò, investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata, non ci perdiamo d'animo; 2 al contrario, rifiutando le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunziando apertamente la verità, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio.
3 E se il nostro vangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, 4 ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio. 5 Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore; quanto a noi, siamo i vostri servitori per amore di Gesù. 6 E Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.
7 Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. 8 Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; 9 perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, 10 portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. 11 Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. 12 Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita.
13 Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, 14 convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. 15 Tutto infatti è per voi, perché la grazia, ancora più abbondante ad opera di un maggior numero, moltiplichi l'inno di lode alla gloria di Dio. 16 Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 17 Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, 18 perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d'un momento, quelle invisibili sono eterne.

23 settembre 2008

Silenzio sull'India e altro...

E' incredibile, ma questo continuo massacro di cristiani non interessa a nessuno. Sembra che non faccia scalpore, probabilmente non attira audience, fatto sta che i media italiani non ne parlano, se non fosse per i media cattolici qui non se ne saprebbe nulla.
Ma all'estero non va meglio, dando un'occhiata ai maggiori quotidiani stranieri. Non dice nulla neanche la Croix, il più importante quotidiano cattolico francese.

Gli estremisti indù non tollerano che i poveri, i paria, gli ultimi, prendano coscienza della dignità della propria vita, grazie all'annuncio del Vangelo. Sono un pericolo se iniziano a sentirsi uomini al pari di tutti gli altri.

Intanto in Gran Bretagna sono stati istituiti tribunali islamici, che risolvono cause civili con le norme della sharia, come si racconta in questo articolo.

Altri cristiani uccisi in India

India: assassinati tre cristiani, tra cui un sacerdote

MUMBAI, martedì, 23 settembre 2008 (ZENIT.org).- Un sacerdote e due laici sono stati assassinati nelle ultime ore in India, secondo quanto ha reso noto ieri l'agenzia cattolica “AsiaNews”. Nel frattempo, continuano gli attacchi a chiese e centri cristiani negli Stati di Chhattisghar, Orissa, Madhya Pradesh, Karnataka e Kerala.

Il sacerdote cattolico assassinato si chiamava Samuel Francis e apparteneva alla Diocesi di Meerut (Agra, a 400 km da Nuova Delhi). Era conosciuto per la sua vita ascetica secondo la tradizione indiana e perché era un promotore carismatico del dialogo interreligioso, sia con gli indù che con i musulmani. Il suo corpo è stato trovato con le mani legate e con ferite alla testa nell'ashram (monastero) in cui viveva.

I corpi di altri due cristiani sono stati ritrovati fatti a pezzi e gettati in una cisterna nello Stato dell'Orissa. Uno di loro era stato catturato dagli estremisti mentre cercava di fuggire con la sua famiglia in un campo di rifugiati.

Secondo quanto ha denunciato il Consiglio delle Chiese dell'India (All India Christian Council), solo nell'Orissa sono già stati uccisi 37 cristiani, tra cui due pastori protestanti; più di 4.000 case sono state date alle fiamme e circa 50.000 fedeli sono fuggiti nei campi di rifugiati o nella foresta.

Gli obiettivi principali dei radicali, denuncia il Consiglio, sono i sacerdoti, le monache e le loro famiglie, che devono anche nascondere la propria identità nei campi di rifugiati per non essere intercettati dalla polizia o dagli estremisti.

Sono stati registrati anche nuovi attacchi contro alcune chiese a Bangalore, dove sono state profanate le specie eucaristiche, e due chiese di rito siro-malabar nel Kerala, considerate patrimonio storico e risalenti al Medioevo (una di queste, la cattedrale dei Giacobiti, fu costruita nell'825).

15 settembre 2008

Fuggite gli idoli!

La speranza resterà sempre la più forte! La Chiesa, costruita sulla roccia di Cristo, possiede le promesse della vita eterna non perché i suoi membri siano più santi degli altri uomini, ma perché Cristo ha fatto questa promessa a Pietro: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”(Mt 16, 18). In questa speranza indefettibile nella presenza eterna di Dio in ciascuna delle nostre anime, in questa gioia di sapere che Cristo è con noi fino alla fine dei tempi, in questa forza che lo Spirito dona a tutti gli uomini e a tutte le donne che accettano di lasciarsi afferrare da Lui, io vi affido, cari cristiani di Parigi e di Francia all’azione potente e misericordiosa del Dio d’amore che è morto per noi sulla Croce e risorto vittoriosamente al mattino di Pasqua. A tutti gli uomini di buona volontà che mi ascoltano, io ridico con san Paolo: Fuggite il culto degli idoli, non smettete di fare il bene!


Benedetto XVI, Parigi, 13/9/2008

Visita del Papa a Parigi

Intervista concessa dal Santo Padre ai giornalisti durante il volo verso la Francia (12 settembre 2008)

Incontro con le autorità dello Stato all'Elysée (Parigi, 12 settembre 2008)

Incontro con la Delegazione Ebraica (Parigi, 12 settembre 2008)

Incontro con il mondo della cultura al Collège des Bernardins (Parigi, 12 settembre 2008)

Celebrazione dei Vespri con i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i seminaristi e i diaconi nella Cattedrale di Notre-Dame (Parigi, 12 settembre 2008)

Veglia di preghiera dei giovani sul Sagrato della Cattedrale di Notre-Dame (Parigi, 12 settembre 2008)

Saluto dalla finestra della Nunziatura Apostolica (Parigi, 12 settembre 2008)

Visita all'Institut de France (Parigi, 13 settembre 2008)

Dedica del Santo Padre sul Libro d'Oro (Institut de France, Parigi, 13settembre 2008)


Santa Messa all'Esplanade des Invalides (Parigi, 13 settembre 2008)


Processione Eucaristica "aux flambeaux" nel piazzale del Rosario (Lourdes, 13 settembre 2008)

22 agosto 2008

«Dovunque cresca il rispetto per ogni persona»

Angelus del (17 agosto 2008)
«Dovunque cresca il rispetto per ogni persona»

Cari fratelli e sorelle,

Nell’odierna XX Domenica del tempo ordinario, la liturgia propone alla nostra riflessione le parole del profeta Isaia: "Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo / … li condurrò sul mio monte santo / e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. / … perché il mio tempio si chiamerà / casa di preghiera per tutti i popoli" (Is 56,6-7). All’universalità della salvezza fa riferimento anche l’apostolo Paolo nella seconda lettura, come pure la pagina evangelica che narra l’episodio della donna Cananea, una straniera rispetto ai Giudei, esaudita da Gesù per la sua grande fede. La Parola di Dio ci offre così l’opportunità di riflettere sull’universalità della missione della Chiesa, costituita da popoli di ogni razza e cultura. Proprio da qui proviene la grande responsabilità della comunità ecclesiale, chiamata ad essere casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l’intera famiglia umana.

Quanto è importante, soprattutto nel nostro tempo, che ogni comunità cristiana approfondisca sempre più questa sua consapevolezza, al fine di aiutare anche la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione e ad organizzarsi con scelte rispettose della dignità di ogni essere umano! Una delle grandi conquiste dell’umanità è infatti proprio il superamento del razzismo. Purtroppo, però, di esso si registrano in diversi Paesi nuove manifestazioni preoccupanti, legate spesso a problemi sociali ed economici, che tuttavia mai possono giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale. Preghiamo perché dovunque cresca il rispetto per ogni persona, insieme alla responsabile consapevolezza che solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera.

Vorrei oggi proporre un’altra intenzione per cui pregare, date le notizie che giungono, specialmente in questo periodo, di numerosi e gravi incidenti stradali. Non dobbiamo abituarci a questa triste realtà! Troppo prezioso infatti è il bene della vita umana e troppo indegno dell’uomo è morire o ritrovarsi invalido per cause che, nella maggior parte dei casi, si potrebbero evitare. Occorre certo maggiore senso di responsabilità. Anzitutto da parte degli automobilisti, perché gli incidenti sono dovuti spesso all’eccessiva velocità e a comportamenti imprudenti. Condurre un veicolo sulle pubbliche strade richiede senso morale e senso civico. A promozione di quest’ultimo è indispensabile la costante opera di prevenzione, vigilanza e repressione da parte delle autorità preposte. Come Chiesa, invece, ci sentiamo direttamente interpellati sul piano etico: i cristiani devono prima di tutto fare un esame di coscienza personale sulla propria condotta di automobilisti; le comunità inoltre educhino tutti a considerare anche la guida un campo in cui difendere la vita ed esercitare concretamente l’amore del prossimo.

Affidiamo le problematiche sociali che ho ricordato alla materna intercessione di Maria, che ora invochiamo insieme con la recita dell’Angelus.

(Benedetto XVI)


06 agosto 2008

La via della luce

dalla Lettera di Barnaba

Questa, pertanto, è la via della luce. Se qualcuno vuole pervenire ad un luogo determinato non risparmi le sue fatiche. Questa è l'indicazione dataci per camminare su tale via. Amerai chi ti ha creato, temerai chi ti ha plasmato, glorificherai chi ti ha liberato dalla morte. Sarai semplice di cuore e ricco di spirito e non ti unirai a coloro che camminano sulla strada della morte. Odierai tutto ciò che non piace a Dio ed ogni ipocrisia e non abbandonerai i precetti del Signore. Non ti vanterai, sarai, invece, umile in tutto senza cercare gloria per te. Non adotterai un malvagio proposito contro il tuo prossimo e non darai arroganza alla tua anima. Non fornicherai, non sarai adultero né corromperai i fanciulli. Non esca da te la parola di Dio frequentando i depravati. Non considerare la persona nel riprendere qualcuno per la caduta. Sarai mansueto, tranquillo e temerai le parole che hai ascoltato. Non avrai rancore contro tuo fratello. Non dubitare se avverrà o non avverrà l'una o l'altra cosa. Non pronunzierai il nome del Signore. Amerai il prossimo tuo più della tua anima. Non ucciderai il bambino con l'aborto e non lo farai morire appena nato. Non allontanare la mano da tuo figlio e da tua figlia, ma dall'infanzia insegnerai loro il timore di Dio. Non essere desideroso dei beni del tuo prossimo, né essere avaro. Non ti legare nell'anima ai superbi, ma frequenterai gli umili e i giusti. Accetta gli avvenimenti che ti capitano come un bene, sapendo che nulla avviene senza Dio. Non sarai doppio nel pensiero e nella parola; laccio di morte è la doppiezza della parola. Sii sottomesso ai padroni come ad immagine di Dio con rispetto e timore. Non comanderai con asprezza al tuo servo e alla tua serva che sperano nello stesso Dio, perché non abbiano a perdere il timore di Dio che è sugli uni e sugli altri. Egli non venne a chiamare secondo la persona, ma quelli che lo Spirito ebbe a preparare. Renderai comune ogni cosa col tuo prossimo e non dirai che è tua. Se avete in comune ciò che è incorruttibile, quanto più quello che è corruttibile. Non essere loquace, laccio di morte è la bocca. Per quanto potrai, sarai casto per la tua anima. Non avere le mani larghe nel prendere, e strette nel dare. Amerai come la pupilla del tuo occhio chi ti dice la parola di Dio. Giorno e notte ti ricorderai del giudizio. Cercherai sempre di affaticarti con la predicazione andando ad esortare e preoccupandoti di salvare l'anima con la parola, o di lavorare con le mani per espiare le tue colpe. Non esitare nel concedere e non brontolare nel dare e conoscerai chi è il tuo buon rimuneratore. Custodirai ciò che hai ricevuto senza aggiungere e senza togliere. Odierai il male sino alla fine. Giudicherai con giustizia. Non creare divisioni, cerca, invece, la pace riconciliando i contendenti. Confesserai i tuoi peccati e non ti recherai alla preghiera con coscienza agitata.

Processione a Sydney

Don Francesco, Don Salvatore e Don Alessandro.


Processione a Sydney Ave Maria 2
Inserito originariamente da Paul Romo